I costi della separazione e del divorzio oggi

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I costi della separazione e del divorzio oggi

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I costi della separazione e del divorzio oggi

Se i coniugi riescono a trovare un accordo sulle condizioni del divorzio, o per la precedente separazione, si possono rivolgere al sindaco del Comune di residenza di uno di loro, o a quello dove è stato celebrato il matrimonio, perché provveda a farli divorziare in due appuntamenti a distanza, l’uno dall’altro, di almeno un mese. Si deve trattare di una separazione consensuale, procedura possibile se non ci sono figli minori, non ci sono figli maggiorenni portatori di handicap grave o incapaci, non ci sono figli maggiorenni non economicamente autosufficienti. L’accordo di separazione non contiene patti di trasferimento patrimoniale. La coppia si può separare o può divorziare in Comune anche se, tra gli accordi presi, uno dei due coniugi dovrà versare il mantenimento all’altro. Il costo di un divorzio in Comune è di 16 euro, pari ai diritti da versare all’ufficio di stato civile.

Con la procedura di negoziazione assistita i coniugi possono divorziare o si possono separare con  l’aiuto di un avvocato ciascuno. Anche in questo caso si tratta di una separazione consensuale, ottenuta con l’accordo di entrambi sugli aspetti della separazione. Raggiunto l’accordo di separazione o di divorzio, gli avvocati devono redigere un apposito verbale. Devono certificare la conformità dell’accordo di separazione o divorzio alle norme imperative e all’ordine pubblico. Il verbale viene firmato dalle parti che si separano o divorziano e i legali certificano che le firme dei clienti siano autografe. Gli avvocati devono trasmettere l’accordo di separazione o divorzio raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita, al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente per una verifica dell’accordo che in genere in massimo 20 giorni ( la legge prevede 10 gg). Il costo di un divorzio con la negoziazione assistita è superiore a quello in Comune. Qui le parti che si separano devono pagare l’onorario al loro avvocato, che può a seconda della città e delle tariffe praticate dal legale. In compenso non è dovuto il pagamento di bolli o tasse. L’Agenzia delle entrate ha escluso il pagamento dell’imposta di registro, del bollo o di qualsiasi altra tassa se dall’accordo di negoziazione avente per oggetto la separazione od il divorzio emerge che le disposizioni patrimoniali, contenute in esso sono funzionali e indispensabili per la risoluzione della crisi coniugale.

In tribunale i costi per un divorzio variano a seconda che le parti scelgano un divorzio consensuale o un divorzio giudiziale. È sempre dovuto il contributo unificato che nel divorzio consensuale è pari a 43 euro, nel divorzio giudiziale è pari a 98 euro. Il contributo unificato viene anticipato da chi avvia prima il giudizio di divorzio oppure, nella procedura consensuale, può essere diviso tra i coniugi, anche se  a pagare l’imposta debba essere uno dei due coniugi. Al contributo unificato si deve aggiungere l’onorario degli avvocati che, nel divorzio consensuale, può anche essere uno per entrambi i coniugi, con risparmio di costi.  La parcella dell’avvocato nel divorzio giudiziale può essere molto più elevata e superare i 5.000 euro, a seconda della difficoltà e della durata della causa. Le parti che intendono divorziare e che non dispongono di condizioni economiche adeguate, possono essere assistiti con il gratuito patrocinio, e non dovranno neanche pagare il contributo unificato. Nella procedura giudiziale di divorzio, il coniuge che perde la causa dovrà anche pagare le spese processuali all’avversario che, di solito, possono variare da 1.500 a oltre 4.000 euro a seconda del valore della causa, dell’importanza della posta in gioco e delle attività svolte nel corso del giudizio.

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